Nel nostro laboratorio…
Dotted di Anni Albers, 1959 (lana, 60.3x27.9) visto alla mostra della Tate modern, 11 Oct 2018- 27 Jan 2019

 

... tessiamo a mano su telai da tavolo - chiamati a pettine liccio -, strumenti che nella loro estrema semplicità permettono di creare, giocando con l'incrocio dei filati, di lana o di cotone, grossi o sottili, e con l'accostamento dei loro diversi colori, una varietà sorprendente di disegni tessili. E, nelle infinite possibilità che offre l'intreccio di ordito e trama, di tessere, secondo il proprio estro, sciarpe, scialli, poncho, borse, centrotavola e anche tappeti.

Nel nostro piccolo spazio-laboratorio noi facciamo ogni giorno, studiando e ricercando, esercizio di tessitura. E tingiamo con colori naturali lane grezze, alcune anche filate a mano. 

Nei fine settimana, invece, teniamo corsi di tessitura e di tintura rivolti a tutti. I corsi di tessitura forniscono le tecniche di base del lavoro su telaio a pettine liccio - lavoriamo su telai Ashford di cui siamo anche rivenditori - e danno a ciascuno la possibilità di tessere, con materiale da noi fornito, un proprio manufatto. Nei corsi di tintura naturale si sperimenta l'uso di alcune fondamentali e tradizionali piante tintorie utilizzando non solo filati ma anche tessuti.

Inoltre diamo vita a Tessuti Vissuti, un ciclo di incontri intorno al tessile.

Nei massicci montuosi dell'Africa settentrionale, ogni casa ha il suo telaio rudimentale: due travi di legno sorrette da due aste verticali.

La trave superiore è chiamata la trave del cielo, mentre quella inferiore rappresenta la terra. Queste quattro travicelle simboleggiano l'universo.

Prossimi corsi 

 

I corsi per quest'anno sono terminati.

A presto gli appuntamenti 2019.

 

Per ora buone feste a tutti!

Il nostro indirizzo

Via Filippino Lippi 26 - 20131 Milano

per i corsi

info@tessereincontri.org

per prodotti Ashford

ashford.info@tessereincontri.org

Le parole del mese

 

Fiori

Da un gradino d’oro, – fra i cordoni di seta, i veli grigi, i velluti verdi e i dischi di cristallo che si anneriscono

come bronzo al sole, – vedo la digitale aprirsi su un tappeto di filigrane d’argento, di occhi e di capelli.

 

Monete d’oro giallo sparse sull’agata, colonne di mogano che sostengono una cupola di smeraldi, mazzi di raso

bianco e sottili verghe di rubino circondano la rosa d’acqua.

 

Simile ad un dio dagli enormi occhi azzurri e dalle forme di neve, il mare e il cielo attirano verso le terrazze

di marmo la folla delle giovani rose rigogliose.

Arthur Rimbaud

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