Nel nostro laboratorio…
Tessitrici di Vladimir Mjagkov, 1975

 

... tessiamo a mano su telai da tavolo - chiamati a pettine liccio -, strumenti che nella loro estrema semplicità permettono di creare, giocando con l'incrocio dei filati, di lana o di cotone, grossi o sottili, e con l'accostamento dei loro diversi colori, una varietà sorprendente di disegni tessili. E, nelle infinite possibilità che offre l'intreccio di ordito e trama, di tessere, secondo il proprio estro, sciarpe, scialli, poncho, borse, centrotavola e anche tappeti.

Nel nostro piccolo spazio-laboratorio noi facciamo ogni giorno, studiando e ricercando, esercizio di tessitura. E tingiamo con colori naturali lane grezze, alcune anche filate a mano. 

Nei fine settimana, invece, teniamo corsi di tessitura e di tintura rivolti a tutti. I corsi di tessitura forniscono le tecniche di base del lavoro su telaio a pettine liccio - lavoriamo su telai Ashford di cui siamo anche rivenditori - e danno a ciascuno la possibilità di tessere, con materiale da noi fornito, un proprio manufatto. Nei corsi di tintura naturale si sperimenta l'uso di alcune fondamentali e tradizionali piante tintorie utilizzando non solo filati ma anche tessuti.

Inoltre diamo vita a Tessuti Vissuti, un ciclo di incontri intorno al tessile.

Nei massicci montuosi dell'Africa settentrionale, ogni casa ha il suo telaio rudimentale: due travi di legno sorrette da due aste verticali.

La trave superiore è chiamata la trave del cielo, mentre quella inferiore rappresenta la terra. Queste quattro travicelle simboleggiano l'universo.

Prossimi corsi 

 

in via di definizione 

14-17 giugno 2018

Tessere Incontri torna a Casa Lussu in Sardegna 

per il Festival dei piccoli paesi

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Il nostro indirizzo

Via Filippino Lippi 26 - 20131 Milano

per i corsi

info@tessereincontri.org

per prodotti Ashford

ashford.info@tessereincontri.org

Le parole del mese

 

Il rosso, così come ce lo immaginiamo, come colore tipicamente caldo, senza limiti, agisce interiormente come un colore assai vivace, acceso, inquieto, il quale non possiede però il carattere di prodigalità del giallo, che si consuma spandendosi da tutte le parti, bensì genera, nonostante tutta la sua energia e intensità, una forte nota di un’energia immensa, quasi consapevole del proprio fine.

 

Vasilij Kandinskij, Lo spirituale nell'arte, 1910

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